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Gianni Agnelli, un'icona di stile tutta Italiana.

Gianni Agnelli, un icona di stile tutta Italiana.

Dice di aver ereditato tutto dal nonno, ma sa bene che non è così. Affascinante, ricco, amante dello sport e dell’ azzardo. Amato dalle donne e idolatrato dagli uomini. “Il suo stile andava molto oltre i vestiti, era un atteggiamento, una risposta filosofica all’assurdo”, scrive il Wall Street Journal su di lui : “Guardarlo potrebbe dirti come vivere, come comportarti”.

Ebbene, se c’ è qualcosa che Giovanni Agnelli, presidente iconico della Fiat e della Juventus, non deve a suo nonno, è proprio quello stile inconfondibile che ha caratterizzato la sua vita, fatta di eccessi e sfrenatezza.

 Grande amante del classico, l’ avvocato si fa confezionare centinaia di abiti su misura dai migliori sarti del mondo, sempre abbinati (perlomeno nella sua prima parte di carriera da imprenditore) a delle camicie con collo alla francese. Negli anni cinquanta lo chiamavano “ Il Kennedy italiano “. E’ legato agli Stati Uniti in quanto simbolo di oltraggio e trasgressione. Frequenta fin da subito la borghesia newyorkese, fino ad ad avere una relazione con Jackie Kennedy, la moglie del presidente americano. Ed ecco che, ogni volta che torna in patria, approda grazie a lui lo sportswear concepito oltreoceano. Arriva così in Italia la camicia Button-Down della iconica Brooks Brothers, la versione con collo a vele sbottonate, sempre indossata da Agnelli in tinte monocolori.

Un’ altro elemento tramite il quale l’ avvocato amava prendersi gioco dello stile istituzionalizzato dalla moda italiana era il piumino. I giacconi sportivi con interno in piuma d’oca vengono utilizzati da Agnelli in moltissime situazioni. Egli ne sdoganerà l’utilizzo anche in città e al lavoro, fino al punto da indossare un gilet di piumino sopra allo smoking. Non vi è evidenza di marchi preferiti, spesso i capi non hanno logo. Il modello preferito è quello a gilet in tessuto, abbinato spesso e volentieri con un paio di blue jeans.

I jeans sono un elemento tipico dell’Agnelli sportivo. Questi costituiscono, tra i goliardici momenti allo stadio e le gite in barca, un elemento fondamentale dei look dell’ avvocato. A partire dagli anni Settanta varie tipologie di taglio e materiali si susseguono: dapprima jeans molto stretti in puro stile anni Settanta, sempre abbinati a camicie in denim , poi tagli più ampi e la scelta costante di Levi’s modello 501.

 L’ elemento costitutivo dello stile concepito da “Gianni” è proprio la casualità. E’ proprio il fatto di non doverlo concepire. Le sue scelte random, spesso dettate da esigenze fisiologiche, diventano immediatamente il verbo da seguire in tutto l’ occidente. Dopo il tragico incidente in Costa Azzurra è costretto ad indossare scarpe ortopediche. Tuttavia la potenza del personaggio è proprio quella di trasformare quello che per tutti sarebbe stata una condanna all’ineleganza, nella glorificazione di uno stile unico. Personalizza un paio di car-shoes applicando un tacco di ferro sopra ai gommini, per rialzare il tallone, e indossa i suoi scarponcini di camoscio con abiti più formali, facendo letteralmente impazzire gli standard a cui il fashion in Italia si era adagiato.

Passando da Omega e L.Leroy, ad Eberhard e IWC, fino a sancire il successo del Rolex Daytona negli anni ottanta, anche l’ orologio sul polsino della camicia non è una mera eccentrica scelta estetica : la corona del quadrante, infatti, strusciando sui polsini della camicia ne rovina facilmente il bordo. E il Presidente, attento agli sprechi, e per risparmiare tempo, decide definitivamente di allacciarlo in quel modo stravagante, che ancora fa parlare della sua personalità, in bilico tra eleganza e sprezzatura. Ma che fine hanno fatto tutti i suoi vestiti? Nel 2003, alla scomparsa del nonno, Lapo Elkann eredita tutti i suoi capi più significativi. Tra tutti quei brillanti aforismi sull’ amore e sulla morte, sullo sport e sulla politica, l’ avvocato più bello d’ Italia ci lascia un insegnamento dall’ efficacia più latente. Lo stile si cela nell’ indole provocatoria e inattuale, nell’ essenza del portamento, nella necessità istintiva di dover rompere gli schemi. Lo stile è una rivelazione ontologica della persona. Lo stile non si può ereditare.

 

 

Thanks To:

Diego Papetti